Belluno (BL) – Tessuto imprenditoriale: agosto 2026
Scarica PDFAgosto 2026 · generato il 10 settembre 2026 · affidabilità del segnale 86%
Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Servizi | 2944 | 22.8% | +0 | +4,0% |
| Commercio | 2168 | 16.8% | +0 | -2,7% |
| Costruzioni | 2105 | 16.3% | +0 | +0,0% |
| Agricoltura | 1780 | 13.8% | +0 | +0,1% |
| Turismo e ristorazione | 1614 | 12.5% | +0 | +1,2% |
| Manifattura e industria | 1456 | 11.3% | +0 | -2,0% |
| Finanza e assicurazioni | 359 | 2.8% | +0 | +5,6% |
| Trasporti e logistica | 258 | 2% | +0 | -5,8% |
| ICT e comunicazione | 214 | 1.7% | +0 | +1,4% |
Sintesi esecutiva
La provincia di Belluno conta 12.904 imprese attive con una dinamica complessiva moderatamente positiva (+0,44% annuale). Il tessuto è caratterizzato da polarizzazione: forte espansione nei servizi alla persona e professionalità, contrazione significativa nei settori tradizionali (commercio, manifattura, trasporti). Il territorio mostra resilienza strutturale ma redistribuzione settoriale marcata verso servizi e sanità.
Quadro generale
Lo stock imprenditoriale provinciale di 12.904 unità mantiene stabilità relativa con variazione annuale modesta (+0,44%) e variazione mensile contenuta (+0,06%). La dinamica settimanale/mensile non è disponibile nei dati disaggregati. Su 12 mesi il territorio registra un saldo positivo complessivo, sebbene redistribuito in modo disomogeneo tra settori. La crescita complessiva risulta inferiore alla media nazionale, indicando un territorio soggetto a riconfigurazione settoriale piuttosto che espansione numerica generalizzata. Nessuna volatilità anomala osservabile dal dato aggregato mensile.
Dinamiche settoriali
Il macro-settore Servizi domina con 2.944 imprese (22,8%) e traina la provincia con +4,0% annuale. Seguono Commercio (2.168 unità, 16,8%, -2,7%), Costruzioni (2.105, 16,3%, stazionario -0,0%), Agricoltura (1.780, 13,8%, +0,1%) e Turismo-ristorazione (1.614, 12,5%, +1,2%). Manifattura e industria rappresentano il 11,3% (1.456) ma arretrano di -2,0% annuale. Tra i settori minori, Finanza e assicurazioni crescono (+5,6%), mentre Trasporti-logistica crollano (-5,8%). Il calo dei settori tradizionali (commercio, industria, trasporti) contrasta con l'espansione di servizi professionali e sanitari, disegnando un riposizionamento verso l'economia dei servizi.
Anomalie e segnali
Due anomalie rilevanti identificate: il settore 'Acqua, reti fognarie, trattamento rifiuti' registra contrazione straordinaria di -12,0% (oltre 2 deviazioni standard), segnalando possibile consolidamento strutturale o ristrutturazioni in quella filiera. Specularmente, 'Salute umana e assistenza sociale' esibisce crescita eccezionale di +15,0%, riflettendo presumibilmente il demographic shift e la domanda di servizi sanitari e sociali in provincia montagna. Questi due opposti segnalano redistributione economica verso servizi ad alta intensità di cura.
Lettura strategica
Per investitori e banche, la provincia di Belluno presenta un profilo di transizione strutturale, non di crisi: il commercio e la manifattura tradizionali cedono quote a servizi, sanità e professionalità. Questo implica che le opportunità creditizie e di equity si concentrano in: (i) servizi professionali e consulenziali (+6,3%); (ii) sanità e assistenza (+15,0%); (iii) turismo-ristorazione resiliente (+1,2%). Al contrario, cautela è consigliata su commercio al dettaglio, trasporti e manifattura leggera in contrazione strutturale. Il bassissimo saldo mensile (0,06%) indica che il ciclo di ricambio è lento: le iscrizioni non compensano integralmente le cessazioni, suggerendo mercato maturo con bassa natalità imprenditoriale. Allocazione di capitale suggerita verso servizi e sanità; valutazione cauta per filiere tradizionali ad alta sostituzione.
Outlook
Monitorare nei prossimi trimestri: (i) mantenimento della crescita nel comparto sanitario e assistenziale, potenziale driver di occupazione e stabilità; (ii) eventuale stabilizzazione del calo manifatturiero o sua accelerazione; (iii) andamento del turismo-ristorazione, sensibile a cicli economici nazionali e internazionali. Segnale di allarme da osservare: ripresa della natalità imprenditoriale (attualmente quasi nulla nel mese) come indicatore di fiducia territoriale. Contesto di bassa dinamica complessiva richiede focus su selezione qualitativa dei rischi creditizi piuttosto che su volume di iscrizioni.