Campobasso (CB) – Tessuto imprenditoriale: agosto 2026
Scarica PDFAgosto 2026 · generato il 10 settembre 2026 · affidabilità del segnale 89%
Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Agricoltura | 7009 | 32.6% | +0 | -1,6% |
| Commercio | 3977 | 18.5% | +0 | -2,5% |
| Servizi | 3683 | 17.1% | +0 | +1,6% |
| Costruzioni | 2499 | 11.6% | +0 | -0,4% |
| Turismo e ristorazione | 1569 | 7.3% | +0 | +0,1% |
| Manifattura e industria | 1476 | 6.9% | +0 | +1,2% |
| Trasporti e logistica | 517 | 2.4% | +0 | -1,5% |
| Finanza e assicurazioni | 421 | 2% | +0 | +4,5% |
| ICT e comunicazione | 349 | 1.6% | +0 | +4,2% |
Sintesi esecutiva
La provincia di Campobasso registra 21.521 imprese attive con una contrazione dello stock dello 0,56% su 12 mesi. Il tessuto economico rimane fondamentalmente agricolo e commerciale, ma presenta segnali di recomposizione: settori tradizionali in calo moderato mentre energie rinnovabili, servizi digitali e sanità mostrano espansione. La dinamica complessiva suggerisce transizione strutturale lenta ma misurabile.
Quadro generale
Il patrimonio imprenditoriale della provincia è di 21.521 unità, con una contrazione annuale contenuta pari a -0,56% e una variazione mensile di -0,05%. La consistenza dello stock riflette un equilibrio fragile tra cessazioni (prevalenti nei settori tradizionali) e nuove iscrizioni (concentrate in ambiti digitali e rinnovabili). L'assenza di dati disaggregati su iscrizioni e cessazioni mensili impedisce una lettura fine della dinamica corrente, ma il trend annuale negativo segnala pressione sui margini di gestione. La provincia mostra una base imprenditoriale stabile in termini assoluti, seppur con erosione incrementale.
Dinamiche settoriali
L'agricoltura domina con il 32,6% dello stock (7.009 imprese), ma declina di -1,6% annuo, indicando razionalizzazione e abbandono. Il commercio rappresenta il 18,5% (3.977 imprese) e arretra più marcatamente (-2,5%), riflettendo pressione distributiva e trasformazione digitale. I servizi (17,1%, 3.683 imprese) crescono di +1,6% e fungono da contrappeso dinamico. Costruzioni (11,6%, 2.499 imprese) restano stabili (-0,4%). Il dato anomalo riguarda l'energia elettrica, gas e condizionamento, che registra +28,2% su 12 mesi: espressione di investimenti in transizione energetica. Settori secondari in crescita: sanità (+7,8%), ICT (+5,1%), immobiliare (+4,7%) e finanza (+4,5%). Turismo e ristorazione stagnano (+0,1%).
Anomalie e segnali
La crescita dell'energia (+28,2%) rappresenta un'anomalia statisticamente significativa (oltre 2 deviazioni standard), ma va contestualizzata: riflette verosimilmente l'iscrizione amministrativa di impianti fotovoltaici e strutture di cogenerazione piuttosto che imprenditorialità tradizionale. Dato non disponibile il dettaglio mensile su iscrizioni/cessazioni, la lettura della dinamica corrente rimane parziale e non consente di discriminare tra stagnazione temporanea e tendenza strutturale.
Lettura strategica
Per investitori e banche, la provincia presenta profilo di moderato rischio con opportunità selettive. I settori tradizionali (agricoltura, commercio) sono in compressione: la finanziabilità va circoscritta a operatori con marginalità consolidata o in processi di diversificazione. Le costruzioni, pur stabili, rimangono vulnerabili a cicli nazionali. Le vere opportunità sono concentrate in ICT, sanità, finanza e rinnovabili: settori a crescita doppia cifra o positiva, dove la penetrazione è ancora bassa (ICT 1,6%, sanità inclusa nei servizi). L'energia rappresenta un'anomalia in positivo, ma richiede valutazione accurata della qualità soggettiva. Strategicamente, il territorio evolve verso economia di servizi e infrastrutture verdi, mentre l'industria manifatturiera (+1,2%) resta marginale. Allocare capitale su healthcare, digital services e transizione energetica; cautela su retail e logistica.
Outlook
Monitorare negli ultimi trimestri 2026 il tasso di iscrizioni nette nei settori ICT e rinnovabili per validare se la crescita è strutturale o ciclica. Osservare accelerazione/rallentamento dell'agricoltura: ulteriori contrazioni oltre -1,6% potrebbero segnalare pressione competitiva o esodo generazionale. Tracciare la resilienza del commercio: se il calo si amplia oltre -2,5%, sarà indicatore di trasformazione distributiva profonda. La stabilizzazione costruttiva del settore costruzioni dipenderà dalla continuità dei programmi pubblici regionali e nazionali.