Foggia (FG) – Tessuto imprenditoriale: luglio 2026
Scarica PDFLuglio 2026 · generato il 12 agosto 2026 · affidabilità del segnale 77%
Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Agricoltura | 22.617 | 36.5% | -433 | -3,0% |
| Commercio | 13.346 | 21.5% | -130 | -2,8% |
| Servizi | 8822 | 14.2% | -22 | +3,0% |
| Costruzioni | 6326 | 10.2% | -17 | +0,7% |
| Turismo e ristorazione | 4265 | 6.9% | -26 | +1,0% |
| Manifattura e industria | 3358 | 5.4% | -13 | -0,8% |
| Trasporti e logistica | 1595 | 2.6% | -9 | +1,3% |
| Finanza e assicurazioni | 991 | 1.6% | +2 | +8,2% |
| ICT e comunicazione | 665 | 1.1% | -4 | +0,9% |
Sintesi esecutiva
La provincia di Foggia registra un tessuto imprenditoriale in contrazione strutturale (-1.01% su 12 mesi), con 62.052 imprese attive ma saldo negativo di 549 unità a luglio 2026. Il calo è trainato dalla crisi agricola (-3.0% annuo) e commerciale (-2.8%), mentre emergono nicchie di crescita in finanza (+8.2%), servizi (+3.0%) e immobiliare (+4.7%). Il quadro suggerisce transizione verso settori a maggior valore aggiunto, ma con velocità insufficiente a compensare le perdite strutturali.
Quadro generale
La base imprenditoriale provinciale conta 62.052 aziende attive con un flusso mensile critico: 258 iscrizioni contro 807 cessazioni (saldo -549). Il tasso di cessazione (1,30% mensile) è triplo rispetto al tasso di iscrizione (0,42%), evidenziando un mercato in fase di ritrazione. La variazione annuale dello stock (-1,01%) e la dinamica mensile (-0,88%) confermano una tendenza decrescente persistente. Il deficit di nuove imprese rispetto alle uscite è strutturale e non attributibile a fluttuazioni cicliche ordinarie.
Dinamiche settoriali
L'agricoltura rimane fulcro economico (36,5% dello stock, 22.617 imprese) ma in crisi severa: -433 cessazioni nette a luglio e -3,0% su 12 mesi. Il commercio (21,5%, 13.346 aziende) retrocede a -2,8% annuo con -130 saldo mensile, indicando compressione della distribuzione tradizionale. I servizi (+3,0% annuo) e il turismo-ristorazione (+1,0%) mostrano resilienza relativa nonostante saldi mensili debolissimi. Costruzioni (+0,7%) e manifattura (-0,8%, -1,3% se includente supply) vegetano. La crescita si concentra in finanza-assicurazioni (+8,2%, anomalia positiva), immobiliare (+4,7%) e salute-assistenza (+3,4%), settori non tradizionali per il territorio.
Anomalie e segnali
La crescita del settore finanza-assicurazioni (+8,2% su 12 mesi) rappresenta uno scostamento significativo positivo, segnalando possibile effetto di riclassificazioni o piccole espansioni in servizi creditizi e assicurativi. Non si osservano anomalie al ribasso di entità statistica rilevante; il calo agricolo-commerciale è coerente con trend macroeconomici noti. L'assenza di volatilità nel dato mensile suggerisce stabilità dei processi demografici aziendali.
Lettura strategica
Per investitori e finanziatori, il territorio presenta rischi concentrati: la base tradizionale (agricoltura + commercio = 58%) è in erosione strutturale, con margini di compensazione limitati dai settori emergenti (finanza, immobiliare, salute) ancora di piccola massa. Le opportunità si situano in acquisizioni/consolidamento di aziende agricole ad alto valore aggiunto, servizi fintech e healthcare, dove i tassi di crescita (3-8% annuo) contrastano con il declino generalista. La prudenza è consigliata su prestiti a medio-lungo termine a settori tradizionali: il rapporto cessazioni/iscrizioni (3:1) evidenzia selezione naturale sfavorevole. Chi sa posizionarsi sui servizi specializzati (finanza, immobiliare, assistenza) trova nicchie di redditività, ma il rischio complessivo della provincia rimane moderato-alto per allocazioni di capital venture orientate alla crescita.
Outlook
Monitorare il prossimo trimestre l'andamento del saldo agricolo (le cessazioni di luglio suggeriscono crisi idrica o congiunturale): se il trend persiste, -4% annuo a fine 2026 è realistico. Osservare la tenuta del commercio al dettaglio post-agosto (stagionalità turistica). Verificare se la crescita finanza (+8,2%) è sostenibile o effetto temporaneo. Il consolidamento degli indici di tasso iscrizione/cessazione entro Q3 dirà se il territorio sta stabilizzandosi a livelli inferiori o continua la contrazione: un return al -0,5% trimestrale segnalerebbe esaurimento del calo strutturale.