Imperia (IM) – Tessuto imprenditoriale: luglio 2026
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Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Costruzioni | 4638 | 22% | +12 | -4,4% |
| Servizi | 4563 | 21.6% | -5 | +2,0% |
| Commercio | 4009 | 19% | -17 | -4,5% |
| Agricoltura | 3461 | 16.4% | +4 | -1,6% |
| Turismo e ristorazione | 2180 | 10.3% | -5 | -0,6% |
| Manifattura e industria | 1112 | 5.3% | -1 | -2,5% |
| Finanza e assicurazioni | 446 | 2.1% | +1 | +2,8% |
| Trasporti e logistica | 383 | 1.8% | +0 | +0,0% |
| ICT e comunicazione | 309 | 1.5% | -1 | -0,6% |
Sintesi esecutiva
La provincia di Imperia conta 21.128 imprese attive con dinamica sostanzialmente stabile nel mese (+0,16%) ma in contrazione su base annua (-1,81%). Il territorio mostra polarizzazione crescente: costruzioni e agricoltura mantengono resilienza, mentre commercio e manifattura arretrano significativamente. Gli investitori devono distinguere fra opportunità di consolidamento nei segmenti difensivi e cautela nei comparti tradizionali in declino strutturale.
Quadro generale
Il tessuto imprenditoriale di Imperia resta fitto con oltre 21mila unità, ma registra dinamica negativa consolidata: il calo annuo di 1,81% riflette un erosione dello stock superiore ai recuperi mensili (tasso iscrizione 0,51% contro cessazioni 0,35%). Il saldo mensile positivo (+32 unità) risulta insufficiente a invertire la tendenza di medio periodo. La volatilità fra settori suggerisce ricomposizione strutturale più che crisi generalizzata: alcuni macro-settori crescono mentre altri cedono quote significative.
Dinamiche settoriali
Costruzioni (22,0% del totale, 4.638 imprese) mostra sorprendente resilienza con saldo positivo mensile (+12) nonostante contrazione annua del 4,4%, segnalando pressione sui margini e consolidamento. Servizi (21,6%, 4.563) cresce annualmente (+2,0%) con saldo negativo mensile (-5), indicando dinamica interna di riposizionamento. Commercio (19,0%, 4.009) subisce il crollo più accentuato: -4,5% annuo e -17 iscrizioni nette nel mese, sintomo di digitalizzazione e grande distribuzione. Agricoltura (16,4%, 3.461) sconta modesta contrazione annua (-1,6%) ma residuale vitalità mensile (+4). Turismo e ristorazione (10,3%, 2.180) decelera (-0,6% annuo), mentre i settori minori (Manifattura -2,9%, ICT -0,6%) confermano strutturale debolezza. Unica eccezione: Finanza e assicurazioni (+2,8% annuo) e Energia (+33,3% su base molto piccola) mostrano dinamica espansiva.
Anomalie e segnali
Il dato relativo al settore Energia (crescita 33,3% annua) emerge da base imprenditoriale minima e rappresenta volatilità statistica anzichè trend affidabile; non configura opportunità di allocazione rilevante per investitori istituzionali. Contrariamente, non emergono anomalie negative marcate: il calo commerciale (-4,5%) e costruzioni (-4,4%) sono consistenti con dinamiche economiche note del territorio, non rappresentano eventi straordinari.
Lettura strategica
Per banche e fondi: il territorio richiede strategia selettiva. Costruzioni e agricoltura, pur in contrazione annua, mantengono stock significativo e saldi mensili positivi — sono candidati a credito supportivo e consolidamento tramite M&A a patto di accertare marginalità operativa. Servizi mostrano crescita ma vanno studiati per segmento (digitali vs tradizionali). Commercio al dettaglio è strutturalmente depresso e rappresenta settore di uscita graduale piuttosto che investimento. La manifattura (1.112 imprese, -2,9%) è troppo frammentata per interventi significativi: opportunità limitate a nicchie specializzate. La contrazione globale annua (-1,81%) non esclude opportunità puntuali, ma suggerisce prudenza su espansioni generalizzate sul territorio.
Outlook
Monitorare nei prossimi due trimestri l'andamento costruzioni: se il saldo mensile positivo (+12) persiste, suggerisce domanda sottostante; se cala, confermerebbe contrazione accelerata. Tracciare evoluzione commercio: ulteriori cedimenti superiori a -4% annui segnalerebbero esaurimento della base tradizionale. Verificare se Servizi e Finanza mantengono dinamica positiva annua o subiscono rallentamento stagionale. La stabilità complessiva della provincia dipende dal mantenimento della quota agricola (16,4%) e dalla tenuta costruttiva.