Isernia (IS) – Tessuto imprenditoriale: agosto 2026
Scarica PDFAgosto 2026 · generato il 10 settembre 2026 · affidabilità del segnale 75%
Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Servizi | 1642 | 22% | +0 | +1,7% |
| Commercio | 1597 | 21.4% | +0 | -4,2% |
| Agricoltura | 1403 | 18.8% | +0 | -1,8% |
| Costruzioni | 1139 | 15.3% | +0 | -2,2% |
| Manifattura e industria | 612 | 8.2% | +0 | -2,1% |
| Turismo e ristorazione | 585 | 7.8% | +0 | -0,8% |
| Trasporti e logistica | 179 | 2.4% | +0 | -0,6% |
| Finanza e assicurazioni | 169 | 2.3% | +0 | -4,0% |
| ICT e comunicazione | 133 | 1.8% | +0 | -0,7% |
Sintesi esecutiva
La provincia di Isernia conta 7.478 imprese attive con contrazione annua del -1,55%, riflettendo una dinamica territoriale fragile. Il tessuto è trainato da Servizi (22%) e Commercio (21,4%), ma quest'ultimo cede terreno (-4,2% annuo). Emergono nicchie di crescita in settori terziario-avanzati (Editoria +23,8%, Immobiliare +9,1%), mentre manifattura e costruzioni arretrano.
Quadro generale
Lo stock imprenditoriale di Isernia registra una contrazione annua dello -1,55% (ultimi 12 mesi) e dello -0,04% su base mensile. Il territorio ospita 7.478 imprese attive, con una base economica prevalentemente terziaria e agricola. I dati mensili di iscrizioni, cessazioni e saldo non sono disponibili, impedendo lettura della dinamica corrente. La variazione stock a 12 mesi evidenzia erosione strutturale della base imprenditoriale; il modesto calo mensile suggerisce stabilizzazione recente, ma non inversione di tendenza.
Dinamiche settoriali
Servizi dominano con 1.642 imprese (22%) e registrano l'unica crescita nei macro-settori (+1,7% annuo), agendo da stabilizzatore. Commercio (1.597 imprese, 21,4%) soffre della contrazione più accentrata (-4,2%), simmetrica al calo della Finanza e assicurazioni (-4%). Agricoltura (1.403, 18,8%) e Costruzioni (1.139, 15,3%) arretrano lievemente (-1,8% e -2,2%). Manifattura e industria (612, 8,2%) perde terreno (-2,1%), mentre Turismo e ristorazione (585, 7,8%) sconta erosione moderata (-0,8%). Nicchie di crescita fuori macro-settori: Editoria e contenuti (+23,8%, anomalia rilevante), Attività immobiliari (+9,1%), Attività professionali-scientifiche (+4,8%). Telecomunicazioni e utilities (Acqua-rifiuti) subiscono cali significativi (-5,3% e -8%).
Anomalie e segnali
Editoria, trasmissioni e contenuti registra crescita del 23,8% su 12 mesi, valore eccezionalmente elevato (oltre 2 deviazioni standard rispetto alla media provinciale). Tale dato, sebbene circoscritto a un settore di piccola dimensione, merita verifica circa la natura effettiva della crescita (riclassificazioni, effetto denominatore, o autentica dinamica). Stabilità dei saldi mensili a zero (tutti i macro-settori e settori in calo/crescita) è coerente con report aggregato, senza anomalie gestionali apparenti.
Lettura strategica
Per banche e fondi di investimento, Isernia rappresenta un territorio a rischio di drenaggio imprenditoriale gradualo: la contrazione annua del -1,55% riflette difficoltà diffuse in comparti tradizionali (commercio, manifattura, costruzioni). Il commercio, secondo polo occupazionale, arretra in linea con pressioni nazionali su retail tradizionale. Tuttavia, emergono due spazi di allocazione: (1) servizi avanzati e professionali, unico macro-settore in crescita, segnalano potenziale di PMI terziario-consulting; (2) nicchie immobiliari e di contenuti offrono rendite su base piccola, rilevanti per segmenti equity e lending specializzati. Cautela su manifattura (piccola base, declinante) e costruzioni (vulnerabili a ciclo), pur rappresentando 23,5% dello stock. La dimensione territoriale e il calo strutturale suggeriscono attenzione a merito creditizio e rating di fido.
Outlook
Monitorare nei prossimi trimestri: (1) se il calo mensile -0,04% stabilizza o accelera in senso negativo, verificando iscrizioni/cessazioni disaggregate; (2) la persistenza della crescita in Editoria e Immobiliare, discriminando tra ciclo reale e effetti statistici; (3) il comportamento del Commercio, la cui contrazione -4,2% potrebbe anticipare pressione su occupazione e consumi locali. Indicatore critico: variazione trimestrale dello stock per certificare se contrazione annua è strutturale o ciclica.