Livorno (LI) – Tessuto imprenditoriale: agosto 2026
Scarica PDFAgosto 2026 · generato il 10 settembre 2026 · affidabilità del segnale 84%
Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Commercio | 6999 | 25% | +0 | -2,2% |
| Servizi | 6552 | 23.4% | +0 | +2,0% |
| Costruzioni | 4244 | 15.2% | +0 | -0,6% |
| Turismo e ristorazione | 3330 | 11.9% | +0 | +1,1% |
| Agricoltura | 2575 | 9.2% | +0 | +1,7% |
| Manifattura e industria | 1903 | 6.8% | +0 | -2,0% |
| Trasporti e logistica | 1037 | 3.7% | +0 | -0,8% |
| Finanza e assicurazioni | 745 | 2.7% | +0 | +2,9% |
| ICT e comunicazione | 581 | 2.1% | +0 | +2,3% |
Sintesi esecutiva
Livorno presenta uno stock di 27.989 imprese con dinamica sostanzialmente stabile (+0,04% su 12 mesi). Il tessuto rimane ancorato a commercio (25%), servizi (23,4%) e costruzioni (15,2%), ma emerge polarizzazione: crescita in energie rinnovabili (+29,4%), sanità e ICT, contrazione in manifattura (-2,7%) e commercio tradizionale (-2,2%). Il profilo è di territorio in transizione verso servizi a maggior valore aggiunto, con vulnerabilità nel segmento produttivo classico.
Quadro generale
La provincia conta 27.989 imprese attive a agosto 2026 con saldo mensile nullo e variazione annuale minima (+0,04%). La variazione mensile positiva (+0,01%) suggerisce stabilità relativa dopo 12 mesi di crescita quasi piatta. Non sono disponibili dati disaggregati di iscrizioni e cessazioni mensili, impedendo la lettura della dinamica netta; tuttavia lo stock annuale praticamente invariato indica equilibrio tra nuove iscrizioni e chiusure. La provincia non accusa traumi occupazionali ma nemmeno mostra momentum espansivo.
Dinamiche settoriali
I tre macro-settori dominanti (commercio, servizi, costruzioni) assorbono il 63,6% del tessuto imprenditoriale. Il commercio (-2,2% su 12 mesi, 6.999 imprese) soffre la trasformazione digitale e la terziarizzazione; i servizi (+2,0%, 6.552 imprese) crescono in modo moderato, mentre le costruzioni restano sostanzialmente stabili (-0,6%, 4.244 imprese). Turismo e ristorazione (+1,1%, 3.330 imprese) e agricoltura (+1,7%, 2.575 imprese) mostrano mini-crescite. Manifattura e industria (-2,0%, 1.903 imprese, 6,8% del totale) e trasporti (-0,8%, 1.037 imprese) si contraggono. L'anomalia positiva riguarda energie, gas e climatizzazione (+29,4%), fenomeno settoriale d'eccezione legato agli incentivi per transizione ecologica.
Anomalie e segnali
Rilevante la crescita anomala del settore energetico (+29,4% su 12 mesi), oltre due deviazioni standard dalla media provinciale: non riflette dinamica strutturale del tessuto ma risponde a cicli normativi (incentivi, obblighi di decarbonizzazione). Assenza di dati mensili disaggregati impedisce diagnosi su accelerazioni/frenate recenti. La stabilità dello stock complessivo (+0,04% annuo) maschere compensazioni tra settori in declino (manifattura, commercio) e in lieve espansione (servizi, ICT, finanza). Nessun indicatore di crisi acuta, ma neppure di dinamismo.
Lettura strategica
Per investitori e banche il quadro è misto: la provincia non rappresenta hotspot di crescita, ma zona di stabilità relativa con opportunità settoriali selettive. Le energie rinnovabili e la sanità (+7,9%) aprono finestre di investimento per chi punta sulla transizione ecologica e invecchiamento demografico; ICT e comunicazione (+2,3%) offrono nicchie ad alta marginalità. Al contrario, manifattura e commercio tradizionale mostrano margini di rischio: il finanziamento a questa base industriale richiede selezione per competitività e innovazione. Il profilo territoriale favorisce intermediazione bancaria su PMI di servizi e credito all'impresa con garanzie pubbliche su settori green. Cautela su settori legacy (estrazione -7,7%, acqua-rifiuti -5,6%): contrazione strutturale.
Outlook
Monitorare nei prossimi trimestri: (1) se la stabilità dello stock si consolida o cede a contrazione (indicatore di deterioramento); (2) l'evoluzione della manifattura—se il -2,7% si attenua o accelera—cruciale per il bacino produttivo; (3) la tenuta del commercio al dettaglio di fronte alla continua terziarizzazione e retail digitale; (4) il ciclo degli incentivi alle energie rinnovabili per verificare se la crescita del +29,4% è sostenibile o effetto temporaneo. Attese dati mensili disgregati per ricalibrare analisi su dinamiche micro e identificare settori opportunisti in ingresso/uscita dal mercato.