Modena (MO) – Tessuto imprenditoriale: agosto 2026
Scarica PDFAgosto 2026 · generato il 10 settembre 2026 · affidabilità del segnale 82%
Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Servizi | 16.608 | 26.6% | +0 | +1,6% |
| Commercio | 11.303 | 18.1% | +0 | -3,3% |
| Costruzioni | 10.576 | 16.9% | +0 | -1,0% |
| Manifattura e industria | 7968 | 12.7% | +0 | -3,4% |
| Agricoltura | 6750 | 10.8% | +0 | -2,9% |
| Turismo e ristorazione | 3844 | 6.1% | +0 | -1,5% |
| Finanza e assicurazioni | 1965 | 3.1% | +0 | +7,0% |
| Trasporti e logistica | 1896 | 3% | +0 | -2,5% |
| ICT e comunicazione | 1616 | 2.6% | +0 | +4,8% |
Sintesi esecutiva
La provincia di Modena conta 62.573 imprese attive con uno stock in lieve contrazione annua (-0,99%), ma con stabilità nel mese (+0,08%). Il tessuto è trainato da Servizi (26,6%) e Commercio (18,1%), mentre manifattura e agricoltura arretrano. Emergono nicchie di crescita in finanza, ICT e settori della conoscenza, segnalando una transizione strutturale in corso.
Quadro generale
Lo stock imprenditoriale modenese di 62.573 unità riflette un mercato maturo in leggera contrazione annua (-0,99%) ma con dinamica positiva al mese (+0,08%). L'assenza di dati disaggregati su iscrizioni e cessazioni mensili impedisce di misurare tassi specifici, tuttavia la variazione dodecennale negativa indica erosione netta su base annuale. La volatilità contenuta tra mese e anno suggerisce una tendenza di fondo stabile pur in contesto di restrizione, senza crisi acute.
Dinamiche settoriali
I Servizi dominano con 16.608 imprese (26,6%) e crescono a +1,6% annuo, unico macro-settore positivo tra i principali. Commercio (11.303 unità, 18,1%) e Costruzioni (10.576, 16,9%) insieme rappresentano il 35% dello stock ma calano rispettivamente del -3,3% e -1,0%. La Manifattura (7.968, 12,7%) e l'Agricoltura (6.750, 10,8%) perdono terreno con -3,4% e -2,9%, riflettendo pressioni strutturali su settori tradizionali modenesi. In controtendenza, Finanza-assicurazioni (+7,0%), ICT (+4,8%), Editoria e Istruzione (+7,5% e +5,8%) mostrano dinamiche espansive, seppur da basi numeriche minori.
Anomalie e segnali
Spicca la crescita del 100% in Amministrazione pubblica e difesa su 12 mesi, anomalia oltre 2 deviazioni standard dalla media provinciale, compatibile con variazioni in piccoli numeri assoluti o reclassificazioni amministrative. Gli altri scostamenti rimangono entro range coerenti con la dinamica complessiva. Nessun segnale di stress acuto; la contrazione generale è moderata e diffusa.
Lettura strategica
Per investitori e banche il quadro suggerisce un territorio in transizione lenta da manifattura/agricoltura verso servizi e knowledge economy. Il -3,4% in manifattura e -3,3% in commercio indicano pressioni su modelli tradizionali che richiedono attenzione selettiva: le medie imprese già consolidate rimangono bersagli credibili, ma il new entry in questi settori è a rischio. Al contrario, Finanza (+7,0%), ICT (+4,8%) e Istruzione (+5,8%) offrono superfici di crescita; Servizi, già primo settore per massa, continua a espandersi (+1,6%) e rappresenta il driver più affidabile. Le costruzioni (-1,0%), meno critiche rispetto a manifattura e commercio, meritano monitoraggio su ciclo investimenti pubblici locali.
Outlook
Nei prossimi trimestri è prioritario osservare se la contrazione annua si stabilizza o accelera, dato che il mese positivo (+0,08%) potrebbe indicare fondo. Decisivo monitorare l'evoluzione di manifattura e commercio, dove la perdita di imprese potrebbe concentrarsi su segmenti fragili; contemporaneamente, verificare se la crescita in servizi avanzati e ICT consolida la ricomposizione del tessuto. L'assenza di dati mensili disaggregati su iscrizioni/cessazioni limita la granularità; raccomandabile sollecitare serie storiche più dettagliate per anticipare turning point.