Perugia (PG) – Tessuto imprenditoriale: agosto 2026
Scarica PDFAgosto 2026 · generato il 10 settembre 2026 · affidabilità del segnale 86%
Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Servizi | 12.940 | 22.1% | +0 | +1,3% |
| Agricoltura | 11.816 | 20.2% | +0 | -1,0% |
| Commercio | 11.658 | 19.9% | +0 | -4,7% |
| Costruzioni | 7796 | 13.3% | +0 | -2,4% |
| Manifattura e industria | 5787 | 9.9% | +0 | -2,8% |
| Turismo e ristorazione | 4309 | 7.4% | +0 | +0,7% |
| Finanza e assicurazioni | 1608 | 2.7% | +0 | +5,1% |
| ICT e comunicazione | 1337 | 2.3% | +0 | +2,4% |
| Trasporti e logistica | 1313 | 2.2% | +0 | -0,9% |
Sintesi esecutiva
La provincia di Perugia conta 58.690 imprese attive con una contrazione annuale dello stock del -1,27%, indicativa di un tessuto sotto pressione. Tuttavia, convergono segnali differenziati: il terziario (+1,3%) e i segmenti a maggiore densità tecnologica crescono, mentre commercio (-4,7%), manifattura (-2,8%) e costruzioni (-2,4%) arretrano. Per investitori e banche, il territorio presenta opportunità selettive in servizi, ICT e finanza, ma richiede cautela nei settori tradizionali.
Quadro generale
Lo stock imprenditoriale perugino complessivo mostra una lieve contrazione annuale pari a -1,27%, anche se la variazione mensile è neutra (+0,1%), evidenziando una stabilità di breve termine su una tendenza negativa strutturale di medio-lungo termine. La base imprenditoriale rimane solida in termini di numerosità assoluta (58.690 unità), ma il saldo negativo annuale segnala difficoltà di rinnovo. L'assenza di dati disaggregati su iscrizioni e cessazioni mensili impedisce una lettura granulare della dinamica, tuttavia il profilo aggregato suggerisce un equilibrio precario tra creazioni e chiusure.
Dinamiche settoriali
I Servizi (22,1% dello stock, 12.940 imprese) rappresentano il macro-settore trainante con una crescita annuale del +1,3%, posizionandosi come presidio di stabilità. Seguono Agricoltura (20,2%, 11.816 imprese, -1,0%) e Commercio (19,9%, 11.658 imprese, -4,7%), quest'ultimo in evidente contrazione. Le Costruzioni (13,3%, 7.796 imprese, -2,4%) e la Manifattura (9,9%, 5.787 imprese, -2,8%) accusano erosione del tessuto produttivo. Turismo e ristorazione (7,4%, 4.309 imprese) registrano +0,7%, mentre settori a tecnologia elevata come Finanza e assicurazioni (+5,1%), ICT e comunicazione (+2,4%) e Energia (+5,5%) mostrano vitalità. In coda, l'Estrazione (-5,1%) patisce la contrazione più marcata tra i comparti minori.
Anomalie e segnali
L'anomalia rilevante riguarda l'Amministrazione pubblica e difesa (+33,3% annuale), scostamento di oltre 2 deviazioni standard dalla media provinciale, che tuttavia non costituisce segnale economico interpretabile per il settore privato e riflette dinamiche amministrative. Tutti gli altri saldi mensili per settore risultano nulli (0), condizione statistica singolare che suggerisce possibile consolidamento gestionale dei dati al livello provinciale con aggiornamento non sub-mensile, piuttosto che assenza genuina di movimento.
Lettura strategica
Il profilo di allocazione capitale sul territorio distingue tre zone di attenzione. Primo: settori tradizionali ad elevato numero (Commercio, Agricoltura, Costruzioni) mostrano erosione annuale in doppia cifra percentuale negativa, rappresentando aree di matrice consolidata ma in ridimensionamento strutturale — qui banche e fondi devono calibrare finanziamenti su imprese con fondamentali solidi e margini di adattamento. Secondo: Servizi generali e Turismo-ristorazione mantengono stabilità o lieve crescita, offrendo opportunità di consolidamento e diversificazione per operatori già consolidati. Terzo: segmenti a densità tecnologica (ICT +2,4%, Finanza +5,1%, Energia +5,5%) rappresentano fronti di crescita autentica, ma con stock minore (2-3% ciascuno), quindi con capacità di assorbimento di capitale più contenuta. Per consulenti strategici, la sfida è identificare imprese in transizione verso modelli più evoluti piuttosto che finanziarsi nel perimetro tradizionale.
Outlook
Monitorare nei prossimi trimestri l'andamento del Commercio, ove il calo accelerato (-4,7% annuo) potrebbe indicare ricomposizione strutturale legata a e-commerce e cambiamento dei modelli retail. Seguire con attenzione la resilienza del comparto delle Costruzioni (-2,4%) in relazione agli investimenti pubblici e agli incentivi edilizi. Tracciare l'effettiva dinamica di crescita di ICT e Finanza per verificare se si tratta di consolidamento o di fenomeno di breve termine. L'assenza di dati mensili disaggregati suggerisce di richiedere aggiornamenti informativi più frequenti per anticipare eventuali inversioni di tendenza nel prossimo biennio.