Teramo (TE) – Tessuto imprenditoriale: agosto 2026
Scarica PDFAgosto 2026 · generato il 10 settembre 2026 · affidabilità del segnale 77%
Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Servizi | 6631 | 22.5% | +0 | +1,1% |
| Commercio | 5916 | 20% | +0 | -5,1% |
| Agricoltura | 5159 | 17.5% | +0 | -3,0% |
| Costruzioni | 4212 | 14.3% | +0 | -3,7% |
| Manifattura e industria | 3374 | 11.4% | +0 | -6,3% |
| Turismo e ristorazione | 2522 | 8.5% | +0 | -1,0% |
| ICT e comunicazione | 616 | 2.1% | +0 | +0,3% |
| Finanza e assicurazioni | 599 | 2% | +0 | +5,8% |
| Trasporti e logistica | 492 | 1.7% | +0 | -3,0% |
Sintesi esecutiva
La provincia di Teramo registra 29.553 imprese attive con contrazione strutturale del -2,64% su 12 mesi. Il tessuto è polarizzato: Servizi (+1,1%) e segmenti finanziari/professionali trainano; Manifattura (-6,3%), Commercio (-5,1%) e Agricoltura (-3,0%) arretrano. La stabilità mensile (+0,06%) non compensa il deterioramento di medio termine, segnalando fragilità competitiva nei comparti tradizionali.
Quadro generale
L'economia teramana conta 29.553 imprese con base stock in contrazione severa: -2,64% nei 12 mesi precedenti agosto 2026. La variazione mensile è marginale (+0,06%), indicativo di stasi operativa. Dati granulari di iscrizioni/cessazioni sono indisponibili, impedendo lettura fine della dinamica netta; tuttavia il saldo annuale negativo riflette erosione strutturale superiore alla creazione di nuove iniziative. Il trend annualizzato sottolinea fragilità persistente del tessuto tradizionale.
Dinamiche settoriali
I Servizi dominano con 6.631 imprese (22,5%) e unica crescita sostenuta (+1,1% annuo); Commercio (20,0%, 5.916 unità) crolla a -5,1%, subendo pressione digitale e ridimensionamento retail. Agricoltura (17,5%, 5.159 unità) cede il -3,0%, segnalando transizione strutturale. Costruzioni (14,3%, 4.212 unità) retrocede di -3,7%, riflettendo ciclo edilizio defatigato. Manifattura e Industria (11,4%, 3.374 unità) subisce la contrazione più grave tra i macro-settori: -6,3%. Nicchie specializzate crescono: Finanza e Assicurazioni +5,8%, Attività professionali e tecniche +3,3%. Turismo e Ristorazione (8,5%, 2.522 unità) sconta -1,0%, indicatore di mercato saturo.
Anomalie e segnali
L'Attività estrattiva registra contrazione anomala di -11,1%, oltre 2 deviazioni standard dalla media provinciale, segnalando rischio idiosincratico o fase di ristrutturazione severa. Nessun dato mensile specifico (iscrizioni/cessazioni) disponibile nel periodo, limitando granularità diagnostica sulla dinamica recente. L'assenza di movimenti netti mensili (tutti saldi a zero) può riflettere lag amministrativo o consolidamento; merita monitoraggio per confermare trend.
Lettura strategica
Per banche e fondi, Teramo presenta quadro differenziato. I Servizi offrono bersaglio difensivo con momentum positivo; Finanza/Assicurazioni e segmenti professionali segnalano nicchie di crescita su cui strutturare lending specializzato. Manifattura e Commercio richiedono cautela: cali superiori al -5% annuo suggeriscono vulnerabilità strutturale, possibile sovracapacità o obsolescenza competitiva. Costruzioni moderatamente deboli (-3,7%), ma meno critica. Agricoltura in transizione (-3,0%) con potenziale per innovazione e integrazione verticale. L'allocazione di capitale dovrebbe prediligere servizi, professionali, energie rinnovabili e immobiliare; ridurre esposizione retail/manifattura tradizionale.
Outlook
Monitorare intensità della contrazione manifatturiera nei prossimi trimestri: ripresa o accelerazione del calo segnaleranno biforcazione tra specializzazione e collasso competitivo. Tracciare flusso di iscrizioni nei segmenti green e digitali (ICT +1,4%, Energia +2,6%) come indicatore di capacità di riorientamento territoriale. Osservare dinamica agricola per identificare transizioni verso agroinnovazione. Cautela su Commercio: ulteriore deterioramento suggerirà bisogno di consolidamento o exit strategico.