Teramo (TE) – Tessuto imprenditoriale: luglio 2026
Scarica PDFLuglio 2026 · generato il 12 agosto 2026 · affidabilità del segnale 82%
Composizione settoriale
| Macro-settore | Imprese | Quota | Saldo | Var. 12m |
|---|---|---|---|---|
| Servizi | 6622 | 22.5% | -7 | +1,1% |
| Commercio | 5909 | 20% | -18 | -5,4% |
| Agricoltura | 5165 | 17.5% | -17 | -2,9% |
| Costruzioni | 4216 | 14.3% | -3 | -3,7% |
| Manifattura e industria | 3370 | 11.4% | -4 | -6,5% |
| Turismo e ristorazione | 2509 | 8.5% | +1 | -1,4% |
| ICT e comunicazione | 615 | 2.1% | +1 | +0,5% |
| Finanza e assicurazioni | 598 | 2% | +0 | +5,5% |
| Trasporti e logistica | 489 | 1.7% | +0 | -3,4% |
Sintesi esecutiva
La provincia di Teramo registra 29.536 imprese attive con un tessuto in contrazione strutturale: -2,69% su 12 mesi, nonostante un saldo positivo nel mese (+6 unità). Il commercio crolla (-5,4%), la manifattura arretra (-6,5%), mentre servizi e finanza mostrano resilienza. Il territorio presenta vulnerabilità settoriali marcate che richiedono attenzione allocativa.
Quadro generale
Il stock imprenditoriale di Teramo conta 29.536 unità attive, con iscrizioni mensili di 116 imprese (tasso 0,39%) e cessazioni di 110 (tasso 0,37%), per un saldo positivo marginale di +6. Tuttavia, la variazione a 12 mesi è negativa (-2,69%), segnalando una perdita strutturale di capacità produttiva nonostante l'equilibrio del mese. La dinamica dello stock rivela contrazione persistente nel medio-lungo termine, con il dato mensile (+0,02%) insufficiente a invertire la tendenza annuale.
Dinamiche settoriali
I Servizi (22,5%, 6.622 imprese) costituiscono il primo settore e mantengono crescita annuale (+1,1%), assorbendo la riduzione complessiva. Il Commercio (20,0%, 5.909 imprese) subisce il calo più grave (-5,4% annuo, -18 unità mensili), evidenziando pressione dalla digitalizzazione. L'Agricoltura (17,5%, 5.165 imprese) arretra di -2,9% annuo con -17 cessazioni nette nel mese. Le Costruzioni (14,3%, 4.216 imprese) registrano -3,7% annuo. La Manifattura e industria (11,4%, 3.370 imprese) è il settore più vulnerabile con -6,5% annuo. In controtendenza, le Attività professionali, scientifiche e tecniche crescono (+3,8% annuo, +6 saldo mensile), così come Finanza e assicurazioni (+5,5% annuo).
Anomalie e segnali
Il dato anomalo principale è la contrazione di -11,1% dello stock in un specifico ambito settoriale (oltre 2 deviazioni standard dalla media provinciale), indicando concentrazione del declino in segmenti precisi. Lo squilibrio tra saldo mensile positivo (+6) e variazione annuale negativa (-2,69%) suggerisce una stabilizzazione recente su fondamenta però già erose. I tassi iscrizione e cessazione sono quasi identici (0,39% vs 0,37%), riflettendo un mercato in equilibrio dinamico ma senza generazione netta di dinamismo.
Lettura strategica
Per gli investitori, il territorio presenta due velocità: una crescita di nicchia in servizi professionali, finanza e ICT (+3,8% a +5,5%) contrapposta al declino strutturale in commercio, manifattura e agricoltura. Le banche devono esercitare prudenza sul credito al commercio tradizionale (-5,4%) e alla manifattura (-6,5%), mentre individuano opportunità in riqualificazione del settore tertiary e servizi specializzati. La contrazione dello stock suggerisce che il territorio sta perdendo imprese senza sostituirle con nuove entità a sufficiente ritmo. L'allocazione di capitale dovrebbe privilegiare consolidamento nei servizi avanzati e fintech, con cautela verso retail e industria tradizionale.
Outlook
Monitorare l'evoluzione del commercio nei prossimi due trimestri: il -5,4% annuo potrebbe accelerare se non compensato da trasformazione digitale. Tracciare la stabilità del settore costruzioni (-3,7% annuo) in correlazione con cicli creditizi e investimenti pubblici territoriali. Osservare se il momentum positivo di professionisti e finanza (+3,8% a +5,5%) si consolida o rimane episodico, con particolare attenzione a startup e PMI innovative come indicatori di capability di trasformazione locale.